L’incubo dei luddisti si sta avverando. Xiaomi aprirà in Cina una fabbrica totalmente automatizzata, gestita interamente da robot controllati dall’intelligenza artificiale.
La fabbrica, costata 2,4 miliardi di yuan (330 milioni di dollari), potrà produrre uno smartphone al secondo, lavorando 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, per un totale di oltre 10 milioni di dispositivi mobili all’anno.
La catena di montaggioautomatizzata non si limiterà alla produzione, ma controllerà ed eventualmente migliorerà la produzione stessa, correggendo eventuali difetti.
L’impianto, che si estende per 81.000 metri quadrati, sarà situato nel quartiere di Changping a Pechino. Sarà operativo nel breve periodo. La struttura conterà 11 linee di produzione e consentirà anche diversi risparmi al colosso cinese: nessun bisogno di illuminazione o di riscaldamento.
Inoltre, il sistema di pulizia ambientale all’avanguardia raccoglierà tutte le polveri sottili che si liberano durante la produzione degli smartphone. Per Xiaomi, questo tipo di impianto comporta vantaggi economici ma anche ambientali.
I robot gestiranno tutta la produzione: assemblaggio, saldature, gestione dei componenti e montaggio. Inoltre, il sistema chiamato “Sky Rail”, brevettato da Xiaomi, porterà i componenti nei settori a essi destinati usando i percorsi più efficienti. Un altro test automatizzato controllerà ogni unità per testarne la qualità.
Lei Jun, fondatore e amministratore delegato di Xiaomi, ha dichiarato sulla piattaforma X: “Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo sviluppato l’intero software di produzione e fabbricazione. La cosa più impressionante è che questa piattaforma può identificare e risolvere i problemi, contribuendo allo stesso tempo a migliorare il processo di produzione. È davvero incredibile! Questa piattaforma ha lasciato senza parole i nostri colleghi quando l’hanno vista per la prima volta.”










