Per i Quartieri Spagnoli, Diego Armando Maradona è più di una leggenda del calcio: è una figura quasi divina, un simbolo di riscatto e orgoglio. A quattro anni dalla sua morte, il ricordo del Pibe de Oro è ancora vivo, soprattutto a Napoli.
Il murale dedicato a Maradona in via Emanuele de Deo è uno dei simboli più importanti della memoria collettiva. Creato nel 1990 dall’artista Mauro Filardi per celebrare il secondo scudetto del Napoli, l’opera ha subito varie modifiche nel tempo. Nel 2016, Salvatore Iodice ha integrato una finestra comparsa sulla facciata, mentre nel 2017 Francisco Bosoletti ha aggiornato il volto del campione.
Il 25 novembre 2020, dopo la morte di Maradona, il murale è diventato il simbolo della città in lutto. La piazza è stata rinominata “Largo Maradona” e si è trasformata in una meta di pellegrinaggio per tifosi e turisti di tutto il mondo.
Situato vicino a via Toledo, il murale è uno dei luoghi più iconici di Napoli. Nel 2023 è stato il secondo sito più visitato d’Italia, con 6 milioni di visitatori, generando un ritorno economico significativo per l’area, nonostante l’assenza di una biglietteria ufficiale.
Il mito di Maradona ha avuto un impatto notevole sull’economia dei Quartieri Spagnoli. Dal 2019, le attività economiche sono cresciute del 5,5%, con un incremento del 110% per le strutture ricettive e del 44% per bar e ristoranti. Tuttavia, a Napoli molte attività manifatturiere e commerciali hanno subito un calo.
Nonostante i numeri positivi, ci sono dubbi sull’impatto a lungo termine del turismo di massa. La crescita di attività a basso valore aggiunto potrebbe non essere sufficiente per uno sviluppo sostenibile, ma rappresenta comunque un passo verso la lotta contro l’isolamento economico della zona.










