Il 2024 si conferma un anno record per i prezzi di cacao e caffè, trainati da condizioni climatiche difficili e da un mercato globale in tensione. L’aumento delle quotazioni di queste materie prime supera persino la performance stellare del Bitcoin, che ha registrato un +120% da inizio anno. Il cacao, infatti, ha visto i suoi prezzi aumentare del 170%, mentre il caffè arabica ha segnato un +78%, raggiungendo i massimi dal 1977.
Il prezzo del caffè arabica ha toccato i 321 centesimi a New York, spinto da una combinazione di fattori economici, climatici e geopolitici. La domanda di caffè si è mantenuta forte e stabile, ma le difficoltà nei raccolti in Brasile, il principale produttore mondiale, hanno avuto un impatto significativo. I produttori, preoccupati per l’incertezza del mercato, hanno trattenuto parte delle scorte, contribuendo all’impennata dei prezzi.
A complicare ulteriormente la situazione si aggiungono le tensioni geopolitiche: le interruzioni nelle rotte commerciali del Mar Rosso, i possibili dazi statunitensi e le normative europee sulla deforestazione stanno creando ulteriore instabilità in un mercato già fragile.
Il cacao non è stato da meno, con il prezzo attuale che ha raggiunto i 11.241 dollari a NewYork. La domanda globale è rimasta sorprendentemente stabile, nonostante l’aumento dei costi. Tuttavia, l’offerta mondiale ha subito pesanti contraccolpi a causa di condizioni climatiche avverse come piogge eccessive e venti forti, unite a malattie nelle piantagioni. In particolare, il virus del rigonfiamento dei germogli ha colpito duramente la Costa d’Avorio, il primo produttore mondiale, e il Ghana, che insieme rappresentano il 60% della produzione globale.
Le conseguenze sono state drammatiche: la produzione globale è diminuita del 13,1% e le scorte globali si sono ridotte del 26,8%. Questo squilibrio tra domanda e offerta ha spinto i prezzi verso livelli senza precedenti, accentuando la pressione su consumatori e produttori.










