La nuova proposta di legge, guidata dal deputato Toni Ricciardi e ormai in dirittura d’arrivo alla Camera grazie a un ampio consenso bipartisan, introduce uno sconto , e in alcuni casi un’esenzione, su IMU e TARI per gli italiani residenti all’estero. L’obiettivo è alleggerire il carico fiscale su chi possiede una sola abitazione in Italia, situata in un piccolo comune sotto i 5.000 abitanti e con una rendita catastale entro i limiti stabiliti.
L’agevolazione è destinata ai residenti all’estero che hanno un immobile a uso abitativo nel comune italiano di ultima residenza in Italia. La casa non deve essere affittata e non deve essere data in comodato. Il criterio territoriale serve a mantenere il beneficio legato al proprio comune d’origine, evitando richieste su immobili privi di un collegamento anagrafico.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, gli sconti IMU variano in base alla rendita catastale, cioè il valore fiscale attribuito all’immobile dal catasto per calcolare imposte come IMU o TARI. Non è il valore di mercato della casa, ma una cifra tecnica che serve allo Stato per stabilire quanto tassarla. Le fasce previste sono tre: fino a 200 euro l’IMU è azzerata, tra 201 e 300 euro si paga il 40% e tra 301 e 500 euro si paga il 67%. Sopra i 500 euro non sono previste agevolazioni. Per la TARI, un emendamento approvato in commissione, prevede uno sconto del 50%, ma l’estensione non è ancora confermata.
Il beneficio vale solo per una casa: chi possiede più immobili potrà applicare lo sconto solo a quello che rispetta tutti i requisiti. Per ottenerlo occorre essere iscritti all’AIRE, avere un’unica abitazione non locata né data in comodato, situata nello stesso comune della propria iscrizione AIRE e con una rendita non superiore a 500 euro.
L’entrata in vigore dipenderà dal completamento dell’iter legislativo: dopo il passaggio alla Camera servirà il via libera del Senato e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.













