Venerdì scorso, i funzionari del governo tedesco si sono riuniti per discutere il futuro della partecipazione statale in Commerzbank, istituto salvato nel 2008 con un’iniezione di 18,2 miliardi di euro da parte di Berlino durante la crisi finanziaria. Commerzbank è attualmente considerata stabile e redditizia, con una strategia orientata all’indipendenza. Nonostante ciò, il governo tedesco ha deciso di mantenere la sua quota di partecipazione senza ulteriori cambiamenti, almeno per il momento.
Nel frattempo, UniCredit ha fatto un passo deciso: oggi, ha aumentato la sua partecipazione in Commerzbank, portandola a circa il 21%. Ma non è tutto: la banca italiana ha già avanzato una richiesta per incrementare la sua quota fino al 29,9%, con l’obiettivo di espandere ulteriormente il controllo su Commerzbank. L’acquisizione delle ulteriori azioni è avvenuta tramite strumenti finanziari, con UniCredit che, solo all’inizio del mese, aveva annunciato di possedere il 9% di Commerzbank, metà del quale proveniente dal governo tedesco.
UniCredit ha dichiarato di vedere un significativo valore da sbloccare in Commerzbank, un valore che potrebbe essere realizzato autonomamente o come parte di UniCredit stessa.
Nonostante le mosse di UniCredit, il mercato ha reagito con cautela: lunedì mattina, dopo che il governo tedesco ha dichiarato di non voler vendere ulteriori azioni, le azioni di Commerzbank hanno registrato un calo iniziale, riducendo poi le perdite a -0,4% grazie alla notizia dell’aumento della partecipazione di UniCredit. Le azioni di UniCredit, invece, sono scese del 2,3%.










