In Italia, più di una donna su tre che si ammala di tumore al seno si trova in grosse difficoltà economiche a causa della malattia. Secondo una ricerca condotta su 585 pazienti, quasi il 40% deve affrontare quella che gli esperti chiamano “tossicità finanziaria”: significa che il peso economico delle cure diventa troppo pesante da sostenere.
Tante pazienti si vedono costrette a tagliare le spese: il 32% ha rinunciato ad attività ricreative, come uscire o fare sport, e oltre il 10% ha dovuto risparmiare persino sul cibo. Una su cinque ha usato i propri risparmi, come il TFR o fondi messi da parte, per pagare farmaci e visite. Infatti, il 70% delle donne spende di tasca propria per affrontare le cure, con una media di oltre 1.600 euro all’anno e in alcune regioni del Sud e delle Isole si arriva anche a più di 4.000 euro.
Oltre all’impatto economico, la malattia impatta anche sul lavoro e sulla vita quotidiana: il 40% ha dovuto lavorare meno, e più del 13% ha cambiato lavoro o percorso di studi. Le più giovani, soprattutto sotto i 40 anni, si sentono spesso sole (oltre il 32%) e temono il giudizio degli altri (quasi il 29%). In molti casi, la malattia influenza anche decisioni importanti come la scelta di avere figli: quasi il 43% delle giovani donne ha detto di sentirsi condizionata.
E il supporto psicologico? Solo la metà delle pazienti ne ha ricevuto uno. Per chi è più giovane e magari ha in mente una gravidanza o ha già dei bambini piccoli, il tumore al seno rappresenta una ferita profonda: colpisce il corpo, ma anche le emozioni, le relazioni e la sfera sessuale. Proprio per questo, avere accanto uno psicologo può fare la differenza. Tuttavia, solo il 30% ha avuto accesso al supporto tramite il servizio sanitario, mentre il 22% ha dovuto pagarlo privatamente.










