Goldman Sachs lancia un avvertimento: secondo la banca d’affari, i mercati sono oggi “too tight to chase”, ovvero troppo costosi per valere nuovi acquisti. Tradotto: il rischio è sottovalutato e basta poco per farli crollare. Per questo, Goldman Sachs consiglia agli investitori di tenere delle coperture nei portafogli, visto che nel credito costano ancora relativamente poco.
L’avviso arriva dopo un episodio che ha già fatto tremare i mercati: il 1 agosto 2025, dati negativi sul lavoro USA hanno fatto scendere l’S&P 500 del 1.6% in un giorno. A peggiorare il clima, il licenziamento di Erika McEntarfer, funzionaria del Bureau of Labor Statistics (BLS), che ha alimentato incertezza.
Il 31 luglio, Goldman Sachs ha segnalato che lo spread tra obbligazioni aziendali e titoli di Stato USA è sceso a 79 punti base, il minimo dal 2007, poco prima della crisi finanziaria. In pratica, significa che gli investitori stanno attribuendo alle obbligazioni private un livello di sicurezza quasi pari a quello dei titoli di Stato, come se il rischio di insolvenza fosse simile.
Tra i settori monitorati, la banca evidenzia la debolezza del mercato immobiliare USA, nonostante gli spread siano ai minimi dell’anno, e le valutazioni troppo alte delle banche, passate da “promosse” a “neutre” nelle raccomandazioni. Anche nel credito strutturato, alcuni prodotti legati ai mutui mostrano prezzi alti nonostante il mercato immobiliare resti fragile.
Goldman mette in guardia anche su altri rischi poco considerati: consumi in rallentamento, una Federal Reserve meno disposta ad aiutare l’economia e dubbi sull’indipendenza della banca centrale, che potrebbero far salire il timore di un’inflazione più alta.










