A complicare ulteriormente la situazione, ieri, Giovedì 6 Febbraio, Trump ha firmato un ordine esecutivo imponendo sanzioni contro la Corte penale internazionale, accusandola di intraprendere azioni “illegittime e infondate” contro gli Stati Uniti e Israele. L’ordine consente di congelare i beni dei membri dell’ICC e di negare visti a loro e ai loro familiari, sebbene l’amministrazione Trump non abbia ancora reso noti i nomi delle persone coinvolte. La firma dell’ordine esecutivo è avvenuta appena un giorno dopo la visita di Netanyahu negli StatiUniti, rendendolo il primo leader internazionale invitato da Trump nel suo secondo mandato.
Le tensioni tra l’amministrazione Trump e la Corte penale internazionale non sono nuove. Nel 2020, durante il suo primo mandato, Trump reagì con durezza all’indagine dell’ICC sui crimini di guerra in Afghanistan, ordinando il blocco dei conti bancari della procuratrice Fatou Bensouda e del suo vice, oltre a imporre restrizioni di viaggio a loro e ad altri funzionari dell’istituzione. Questa linea di ostilità verso la Corte è stata ripresa nel secondo mandato presidenziale.










