Negli ultimi anni, affittare una stanza singola in una città universitaria è diventato molto più caro. Dal 2021 al 2025, i prezzi sono aumentati molto più rispetto a quelli di monolocali, bilocali o trilocali. E l’aumento è ancora più evidente nelle città con università grandi, dove ci sono più di 40.000 studenti iscritti.
A Bologna, ad esempio, una stanza singola costa oggi in media 651 euro al mese, con un aumento del 73%. A Padova si paga circa 508 euro (+61%), a Firenze 618 euro (+59%), a Torino 483 euro (+56%) e a Milano ben 714 euro (+44%). Anche città più piccole come Trento e Venezia hanno visto aumenti importanti: +73% a Trento (549 euro) e +60% a Venezia (482 euro).
Il problema è che questi aumenti sono molto più alti rispetto a quelli di altri tipi di appartamento. In media, i prezzi di monolocali, bilocali e trilocali sono saliti del 30%. In alcune città, come Torino e Trento, una stanza singola costa quasi quanto un intero monolocale.
Ma perché succede tutto questo? Una delle cause è l’aumento dei mutui: comprare casa è diventato più difficile e quindi più persone cercano stanze in affitto. Inoltre, le città universitarie non attraggono solo studenti, ma anche giovani lavoratori, e questo fa salire ancora di più la domanda di stanze singole.
Un altro problema riguarda la disponibilità: anche se negli ultimi anni l’offerta di stanze è aumentata a Milano, ad esempio, del 367% rispetto al 2019 non basta ancora. L’Italia ha attualmente circa 85.000 posti letto per studenti, ma il sistema pubblico ne copre meno del 5%, contro una media europea del 17%. E mentre alcune città cercano di potenziare l’offerta, come Milano, Roma o Torino, la domanda cresce ancora più velocemente, spinta da studenti fuori sede e giovani lavoratori.










