La Nigeria ha completato il rimborso del prestito da 3,4 miliardi di dollari ottenuto dal Fondo Monetario Internazionale durante la crisi pandemica del 2020. Si trattava di un’assistenza d’emergenza concessa in un momento in cui il Covid-19 aveva paralizzato l’economia globale. Il rimborso è avvenuto nei tempi previsti, portando la Nigeria fuori dalla lista dei Paesi debitori del FMI.
Questo gesto rappresenta un segnale concreto di ripresa e stabilità per l’economia del Paese. Le riserve valutarie nette della Banca Centrale nigeriana hanno recentemente raggiunto il livello più alto degli ultimi tre anni, confermando un miglioramento delle finanze nazionali.
Nel 2023, il presidente Bola Tinubu ha avviato una serie di riforme significative. Tra queste, la più rilevante è stata la fine del regime di cambio fisso, che per anni aveva tenuto artificialmente sopravvalutata la valuta nazionale. Con la liberalizzazione del naira, la moneta nigeriana ha perso oltre il 70% del suo valore rispetto al dollaro, ma ha aperto la strada a un mercato valutario più trasparente e realistico.
Il Fondo Monetario Internazionale ha accolto positivamente queste riforme, sottolineando come abbiano rafforzato la capacità della Nigeria di affrontare le sfide economiche globali.
Con questo rimborso, la Nigeria è oggi uno dei pochi Paesi al mondo a non avere più alcun debito attivo nei confronti del Fondo Monetario Internazionale, insieme a nazioni come Singapore, Nuova Zelanda, Svizzera, Cina e Brunei.&x20;










