La situazione in Turchia sta diventando sempre più tesa. La lira turca ha toccato un minimo storico di 40,96 per un dollaro, prima di risalire a 38,74, mentre il dollaro ha guadagnato il 5,53% sulla moneta locale. Anche la borsa ha subito un duro colpo: l’indice BIST 100 è crollato fino al 7%, per poi recuperare parzialmente.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Ozgur Ozel, presidente del CHP, ha dichiarato che l’uso della forza per ostacolare la volontà popolare è un attacco alla democrazia. Imamoglu stesso ha scritto su X che “la volontà del popolo sta subendo un attacco”. Intanto, il governo ha limitato l’accesso ai social media, bloccando X, YouTube, Instagram e TikTok, probabilmente per contenere la diffusione delle proteste e delle informazioni sull’arresto.
Gli esperti vedono questa mossa come un tentativo di manipolare la politica. Secondo Can Selcuki di Research Istanbul, tutto questo farà solo perdere tempo al paese. Un’analisi di Teneo Intelligence sottolinea che i sondaggi indicano Imamoglu come possibile vincitore contro Erdogan alle presidenziali.










