Tesla sta ampliando il proprio raggio d’azione nel Regno Unito, puntando non solo sui veicoli elettrici ma anche sull’energia. Dopo aver venduto oltre 250.000 auto e decine di migliaia di Powerwall, batterie domestiche progettate per immagazzinare l’energia, spesso prodotta dai pannelli solari, così da poterla usare la sera o in caso di blackout, e persino rivenderla alla rete, l’azienda di Elon Musk mira ora a diventare anche fornitore di elettricità per famiglie e imprese in Inghilterra, Scozia e Galles.
Tesla detiene già dal 2020 una licenza come generatore di energia e ha iniziato a sviluppare una divisione retail nel settore, con l’obiettivo di replicare in UK il modello americano di Tesla Electric. Negli Stati Uniti, in Texas precisamente, il servizio è rivolto a chiunque voglia acquistare energia, ma offre condizioni e tariffe particolarmente vantaggiose a chi possiede un’auto Tesla o una Powerwall, integrando la gestione dell’energia con i propri prodotti. In UK, invece, l’idea è di garantire l’apertura a tutti i clienti, ma con un’offerta adattata alle regole di Ofgem e alle esigenze del mercato britannico, che potrebbe differire in termini di tariffe, incentivi e modalità di partecipazione al sistema di rete.
A fine luglio, la controllata Tesla Energy Ventures ha presentato a Ofgem, l’ente regolatore dell’energia, la domanda per una licenza di fornitura. L’approvazione, se arriverà, potrebbe concretizzarsi entro nove mesi, permettendo all’azienda di avviare il servizio già dal prossimo anno.
Il progetto prevede l’introduzione di un virtual power plant, un sistema che consente ai clienti di vendere alla rete l’energia in eccesso accumulata nelle Powerwall, trasformando così i consumatori in produttori. Una mossa che arriva in un momento in cui Tesla registra un calo delle immatricolazioni in Europa: solo a luglio, -60% nel Regno Unito, oltre -55% in Germania e una media di -45% nei principali dieci mercati del continente.













