Nel primo trimestre del 2025, Stellantis ha avuto risultati diversi a seconda delle aree del mondo. In Europa, la sua quota di mercato è salita al 17,3%, anche grazie al lancio di nuovi modelli come la Fiat Grande Panda, la Opel Frontera e la Citroën C3 Aircross. In Sud America è andata ancora meglio, con il 23,8% del mercato, trainata soprattutto da Brasile, Cile e Argentina. Anche negli Stati Uniti le vendite al dettaglio sono cresciute per modelli come la Jeep Grand Cherokee e la Compass.
Nonostante queste buone notizie sui mercati locali, i ricavi complessivi del gruppo sono scesi del 14% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, arrivando a 35,8 miliardi di euro. Anche le auto consegnate sono calate: 1,2 milioni, il 9% in meno. Questo calo è dovuto soprattutto a lunghe pause di produzione in Nord America e a una minore domanda di furgoni in Europa.
A causa delle incertezze legate alle nuove politiche doganali degli Stati Uniti, Stellantis ha deciso di non pubblicare le previsioni finanziarie per tutto il 2025. John Elkann ha comunque dichiarato di apprezzare le misure adottate dal presidente Trump per ridurre i dazi e ha confermato l’intenzione di lavorare con il governo americano per rendere l’industria auto più competitiva e aumentare le esportazioni.
Guardando avanti, Stellantis pagherà un dividendo di 0,68 euro per azione il 5 maggio. Intanto, è ancora in corso la ricerca del nuovo CEO, che dovrebbe essere nominato entro la prima metà dell’anno.
Anche se i numeri generali non sono stati brillanti, il direttore finanziario Doug Ostermann ha detto che ci sono segnali positivi: stanno arrivando più ordini in Nord America, la quota di mercato in Europa continua a crescere e anche in alcune aree emergenti ci sono risultati promettenti. Tutti segnali che fanno sperare in un miglioramento nei prossimi mesi.















