Elon Musk ha speso 1 miliardo di dollari in azioni Tesla, di tasca sua. Una mossa rarissima per un CEO, soprattutto perché non si tratta di stock option o bonus aziendali: ha usato soldi veri, suoi, per dare un segnale forte al mercato. Il risultato? Il titolo ha aperto con un +7% e ha chiuso a +4%, recuperando tutte le perdite accumulate nel 2025. Solo con questa operazione, il patrimonio personale di Musk è salito di 5,8 miliardi in un giorno.
L’acquisto di 2,6 milioni di azioni ha portato la sua quota al 12,8%. Ma non si accontenta: Musk punta ad arrivare almeno al 25% per avere maggiore controllo sui progetti chiave dell’azienda, in particolare quelli legati alla guida autonoma e ai robotaxi, che considera il cuore del futuro dell’impresa. Ha persino minacciato di trasferire quei progetti alla sua nuova azienda di intelligenza artificiale, xAI, se non dovesse ottenere sufficiente influenza nel CdA.
Tutto questo avviene in un periodo molto turbolento: dopo le elezioni americane, le azioni erano schizzate in alto, spinte dall’ipotesi di un nuovo asse Musk-Trump. Ma da dicembre in poi, il titolo ha perso terreno a causa delle tensioni politiche, del suo controverso ruolo nel nuovo governo e di una serie di dati negativi su vendite e utili nei primi due trimestri dell’anno. A pesare anche la concorrenza spietata della cinese BYD e la prossima scadenza del credito d’imposta da 7.500 dollari per i clienti statunitensi.
Di fronte a tutto questo, Musk ha lasciato l’incarico nel governo e ha deciso di tornare a concentrarsi sull’azienda. Il consiglio d’amministrazione ha subito rilanciato con un nuovo pacchetto retributivo monstre: 1.000 miliardi di dollari in stock option, ma solo se la capitalizzazione arriverà a 2.000 miliardi (ora è ferma a 1.300). Se non ci arriva, non prende nulla. L’annuncio ha fatto balzare le azioni di un altro 13%.










