Nelle prime ore di contrattazione, negli Stati Uniti, i principali indici di Borsa sono crollati: il contratto future sull’S&P 500 è sceso del 2% e quello del Nasdaq 100 del 3%. In Asia, le Borse sono andate ancora peggio. A Hong Kong l’indice Hang Seng ha perso il 10%, mentre in Cina il CSI 300 è calato del 5%. In Giappone, il Nikkei 225 è sceso del 6% e il Topix del 6,5%, toccando anche un -9,6% durante la giornata. Anche in Australia e Corea del Sud le perdite sono state pesanti.
Anche l’Europa ha subito gli effetti del crollo delle Borse asiatiche, con Milano tra le più colpite. Il Ftse Mib è arrivato a perdere il 7,6%, toccando i 32.050 punti. Già in mattinata si registravano cali significativi: -2,32% alle 09:21 e -6,4% alle 09:35. Il settore bancario è stato il più colpito, con Bper, Popolare di Sondrio, Mps e Banco Bpm in calo fino al 12%. Unicredit, Fineco, Mediolanum, Intesa Sanpaolo e Unipol hanno perso tra l’8% e il 10%. Leonardo, ancora senza scambi, segnava un teorico -13%.
Anche le valute si sono mosse: il dollaro USA è sceso dello 0,3% rispetto ad altre valute importanti. Lo yen giapponese, considerato più sicuro in tempi di crisi, è salito dello 0,8%. La moneta cinese, il renminbi offshore, ha perso invece lo 0,2%.
Anche il mercato dei titoli di Stato ha risentito del clima: i rendimenti dei titoli americani a 10 anni sono scesi al 3,91%, quelli giapponesi all’1,11% e quelli cinesi all’1,64%.










