Secondo un’analisi condotta dal centro di ricerca americano PewResearchCenter, nel corso degli ultimi dieci anni è sparito il 38% delle pagine web, pari a quasi il 40% del totale, e l’8% di quelle create nel 2023 non sono più accessibili. Lo studio ha coinvolto un campione di quasi un milione di pagine web, raccolte tra il 2013 e il 2023, selezionate da CommonCrawl, un servizio che archivia porzioni di Internet.
I ricercatori hanno evidenziato che un quarto di tutti gli articoli di notizie online, pari al 23%, presenta link non funzionanti. Inoltre, riguardo ai siti governativi degli Stati Uniti, il 21% delle pagine della pubblica amministrazione contiene almeno un link non funzionante.
Attraverso l’analisi emerge che la perdita di informazioni è un fenomeno diffuso anche sui social media. Un quinto di tutti i post su X diventa inaccessibile pochi mesi dopo essere stati pubblicati. In particolare, l’1% dei tweet viene rimosso entro un’ora, il 3% entro un giorno, il 10% entro una settimana e il 15% entro un mese. Inoltre, nel 60% dei casi, il profilo che ha pubblicato il post diventa privato, sospeso o cancellato dalla piattaforma. Questo fenomeno risulta più evidente in alcune lingue, forse a causa della censura.










