Durante il Rinascimento, i compensi degli artisti variavano notevolmente in base alla loro fama, alla tipologia di lavoro e ai committenti.
Gli artisti più celebri, come Michelangelo, Leonardo da Vinci e Raffaello, ricevevano compensi molto elevati per le loro opere. Michelangelo, per esempio, fu pagato 3mila fiorini per l’affresco (oggi perduto) della Battaglia di Cascina Nella Sala del Gran Consiglio a Firenze. Questo pagamento era circa cento volte superiore rispetto a quello di artisti meno noti. Per la Cappella Sistina, Michelangelo fu ricompensato con una somma straordinaria di 3mila ducati, e ottenne circa 10mila ducati per la realizzazione della tomba di Giulio II. Anche Donatello, famoso scultore, guadagnava dal 15 al 25% in più rispetto ai suoi colleghi.
Leonardo da Vinci, durante il suo periodo presso la corte di Ludovico Sforza a Milano, riceveva una rendita regolare per i suoi servizi artistici, mentre Raffaello, uno degli artisti meglio pagati del suo tempo, Anche altri grandi artisti del Rinascimento godevano di ottimi compensi.
Anche Filippo Brunelleschi, famoso per la progettazione della cupola del Duomo di Firenze, ricevette 100 fiorini all’anno per il suo lavoro, una somma che aumentò durante i 16 anni di realizzazione.
Per fare un confronto con oggi, Michelangelo, per l’affresco della Battaglia di Cascina, ricevette circa 3mila fiorini, che all’epoca erano una cifra straordinaria. Se applichiamo il concetto di potere d’acquisto a questa somma, possiamo considerare che 1 fiorino poteva coprire il costo di un mese di vita per una famiglia di classe media a Firenze, inclusi vitto, alloggio e spese quotidiane. Pertanto, 3mila fiorini rappresentavano più di 250 anni di vita confortevole per una famiglia media. In termini moderni, considerando che oggi un reddito annuo medio per una famiglia di classe media in Europa è di circa 30-40 mila euro, si potrebbe stimare che i 3mila fiorini di Michelangelo equivalgono a 7,5-10 milioni di euro.
Questa cifra, seppur plausibile, resta comunque una stima, poiché il confronto con l’epoca rinascimentale non può essere del tutto preciso.










