Unicredit, fondata nel 2008 dalle radici di una fusione del 1998 tra Credito Italiano e Unicredito, potrebbe compiere un passo cruciale nel consolidamento del settore bancario italiano. L’operazione in corso prevede l’acquisizione di Banco Bpm, nato dalla fusione di Banco Popolare e Banca Popolare di Milano il 1 gennaio 2017. Il valore potenziale di questa acquisizione si aggira intorno ai 10,1 miliardi di euro, con una dinamica che richiama il caso di Commerzbank in Germania.
Banco Bpm, con oltre 20.000 dipendenti e 1.400 sportelli, è un protagonista ben radicato soprattutto nel Nord Italia, con una clientela di circa 4 milioni di persone. L’annuncio della possibile acquisizione ha generato reazioni immediate sui mercati: il valore delle azioni di Banco Bpm ha raggiunto i 7 euro a piazza Affari, superando il prezzo proposto da Unicredit di 6,65 euro per azione, suggerendo la possibilità di una revisione al rialzo delle condizioni dell’offerta.
Se l’operazione andrà a buon fine, la fusione darà vita al secondo gruppo bancario italiano, con una presenza massiccia sul territorio. La nuova entità conterà su 97.000 dipendenti, 4.763 sportelli e una base clienti di oltre 19 milioni di persone. Sarà la prima banca per capitalizzazione di borsa in Italia, con un valore di mercato stimato di 74 miliardi di euro, che potrebbe superare gli 80 miliardi includendo l’acquisizione del 5% di Monte dei Paschi di Siena e l’OPA su Anima Holding.
Per supportare questa operazione, è previsto un aumento di capitale pari al 13,9% del capitale di Unicredit, che sarà discusso in un’assemblea straordinaria prevista per aprile.










