In Portogallo, i giovani si trovano di fronte a una scelta sempre più comune: rimanere o emigrare? Con un salario medio di 1.640 e un salario minimo di appena 870 al mese, molti giovani non vedono opportunità sufficienti per costruirsi un futuro. Circa il 30% dei giovani tra i 15 e i 39 anni vive all’estero, e questo flusso continuo di talenti rischia di svuotare il paese delle sue risorse più preziose: i suoi giovani.
Nel frattempo, il Portogallo è diventato una meta ambita per i nomadi digitali grazie agli affitti accessibili, al clima mite e alle bellezze naturali. Tuttavia, la crescente presenza di lavoratori con salari più elevati ha portato a un aumento degli affitti, rendendo ancora più difficile la vita dei residenti locali.
Per contrastare questo esodo giovanile e rendere il paese più attraente anche per gli stranieri, il governo di centro-destra guidato da Luís Montenegro, in collaborazione con il Partito Socialista, ha proposto una misura fiscale volta a ridurre le tasse per i giovani sotto i 35 anni. La proposta prevede l’esenzione totale dall’imposta sul reddito per chi guadagna fino a 28.000 nel primo anno. Il carico fiscale aumenterà gradualmente nei successivi dieci anni. Una misura costosa, dal valore di 650 milioni di euro, ma che secondo il primo ministro potrebbe dare ai giovani “il futuro che meritano”.
Le opinioni sono contrastanti: Margarida Balseiro Lopes sostiene che il costo dell’emigrazione dei giovani sia di gran lunga più alto per il paese rispetto alla misura proposta. Tuttavia, critiche non mancano. Per Bernardo, un giovane emigrato a Londra, la misura è insufficiente: “Finché i salari restano bassi e gli affitti alti, non vedo perché dovrei tornare”.
Il voto sul bilancio è fissato per il 31 ottobre, con scenari ancora incerti. L’astensione dei socialisti o il sostegno del partito di estrema destra Chega potrebbero garantire l’approvazione, ma il mancato passaggio potrebbe portare al crollo del governo di Montenegro. Un momento cruciale per il futuro del Portogallo e per i suoi giovani.










