Monte dei Paschi di Siena, una banca che fino a pochi anni fa era considerata in crisi, è riuscita a fare un grande ritorno. Dopo aver ricevuto aiuti pubblici e il sostegno del governo, lo scorso anno è tornata a generare profitti. A febbraio di quell’anno, ha persino distribuito utili per la prima volta dopo tredici anni, un segnale importante del suo rilancio.
Oggi, Monte dei Paschi di Siena sta per unire le forze con Mediobanca in un’operazione dal valore di 13,3 miliardi di euro. L’accordo prevede che le azioni di MPS vengano scambiate con quelle di Mediobanca, e si punta a concludere tutto entro il terzo trimestre del 2025. Questa fusione vuole creare un nuovo grande gruppo bancario in Italia, il “terzo polo”, per fare concorrenza ai giganti Intesa Sanpaolo e Unicredit, le due banche più importanti del paese.
Questa mossa non è solo una delle più grandi degli ultimi anni, ma anche una strategia per cambiare gli equilibri del mercato bancario italiano. Con questa fusione, ci sarà più competizione e opportunità per chi utilizza i servizi bancari.
Dietro tutto questo ci sono alcuni importanti azionisti. Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, possiede circa il 20% di Mediobanca, mentre Francesco Gaetano Caltagirone ne ha circa l’8%. Insieme, controllano quasi il 28% di Mediobanca e sono anche tra i principali azionisti di MPS. Questa alleanza è un elemento chiave per il successo dell’operazione.










