Il Concordato Preventivo Biennale è uno strumento introdotto dall’Agenzia delle Entrate per stabilire le imposte dovute da alcune fasce di contribuenti nei prossimi due anni. Tuttavia, i sindacati dei commercialisti hanno criticato l’iniziativa, evidenziando problemi nella comunicazione e nei metodi adottati.
Le lettere inviate dall’Agenzia delle Entrate, spesso definite intimidatorie, secondo le accuse dei sindacati, generano confusione nei contribuenti e sovraccaricano i commercialisti di lavoro non retribuito. Espressioni come “L’Agenzia individua i casi anomali” sono percepite come minacciose e prive di reale valore informativo. Inoltre, il confronto tra redditi autonomi e redditi minimi dei lavoratori dipendenti è ritenuto inappropriato, ignorando l’impatto della crisi economica del 2023.
Secondo i commercialisti, nonostante l’obiettivo di migliorare il rapporto tra Fisco e contribuenti, l’invio massivo di comunicazioni non ha favorito un dialogo costruttivo. Le proposte dei sindacati sono state ignorate, lasciando lo strumento inefficace.
La scadenza per aderire al concordato è stata prorogata al 12 dicembre, esclusi i contribuenti in regime forfetario. La tassa biennale è calcolata su dati forniti dall’Agenzia, offrendo vantaggi come l’esclusione da accertamenti e la possibilità di regolarizzare gli anni fiscali 2018-2022 con un’imposta sostitutiva basata sugli indici di affidabilità.
Il governo intende utilizzare i fondi raccolti per ridurre l’aliquota del secondo scaglione Irpef dal 35% al 33%. Tuttavia, i sindacati criticano la scarsa efficacia del concordato e le modalità di promozione, che rischiano di alimentare sfiducia tra contribuenti e professionisti.










