Non è mai troppo tardi. Dopo più di otto anni, una ragazza di Pescara verrà risarcita dalla scuola media che frequentava per non essere stata tutelata adeguatamente contro i bulli.
L’istituto è stato condannato a pagare 60mila euro alla ragazza e ai suoi genitori. La vittima, oggi 23enne, lavora ed è riuscita a superare le difficoltà di quando, a dodici anni, veniva presa di mira da un coetaneo compagno di scuola. Gli atti di bullismo le devastarono la vita, tanto che dovette cambiare scuola e loperdere un anno scolastico.
Tra i tanti insulti subiti, c’erano anche quelli relativi all’aspetto estetico e al peso. La ragazza si sentì costretta a perdere 20 chili. Subì anche vari insulti di natura sessuale, venendo accusata di essere una prostituta e figlia di una prostituta.
Inoltre, veniva accusata di essere sporca e di fare cose sporche. La ragazza ha ricostruito così quegli anni sul Corriere della Sera: “Succedeva in classe, durante la ricreazione, per i corridoi. Non mi lasciava mai stare. Mi chiedevo: Perché a me? Cosa ho di sbagliato?’ Dopo anni di sopportazione sono implosa. Non dormivo più. Fino a quel momento avevo sperato di non dover chiedere aiuto. Mi ripetevo che sarebbe finito tutto. Bastava stare in silenzio. Invece continuava. Ogni giorno peggio. Così, dopo l’ennesimo insulto, ho buttato i libri per terra e sono corsa dal preside: hanno ignorato le mie segnalazioni. Minimizzavano. Fino a quando il bullo è stato sospeso per sette giorni. Tornato, ha ricominciato. E gli insegnanti hanno sempre negato. Ho dovuto imparare a chiedere aiuto. Ai miei genitori. Agli psicologi. E ho capito che non ero io sbagliata”.
La Corte d’appello dell’Aquila ha confermato in secondo grado la richiesta di risarcimento danni di 60mila euro già sentenziata. Secondo i giudici, la scuola non ha vigilato né preso provvedimenti immediati e sufficienti per fermare il bullo quando iniziarono le prime offese e vessazioni verso la ragazza. Durante questi anni di processi, diversi ex compagni hanno testimoniato a favore della ragazza, testimronianze fondamentali nell’esito finale della causa.










