Il 2024 è stato un anno di grandi cambiamenti ai vertici delle aziende. Ben 202 CEO si sono dimessi, un aumento del 9% rispetto all’anno scorso. Ancora più sorprendente è il numero di chi ha lasciato entro tre anni dall’incarico: 43 casi, il dato più alto dal 2018. Il motivo principale? I fondi di investimento più aggressivi vogliono risultati immediati e non hanno pazienza per chi non li raggiunge.
Questi dati provengono dalla società di headhunting Russell Reynolds Associates, che ha monitorato il turnover dei CEO in 13 indici azionari globali. Questi investitori stanno diventando sempre più influenti, spingendo le aziende a cambiare rapidamente leadership o a vendere divisioni che non rendono abbastanza. Due esempi recenti sono Noel Quinn di HSBC, che ha lasciato dopo le tensioni con il colosso Ping An, e Karen Lynch di CVS Health, sostituita su pressione di Glenview Capital.
Il settore tecnologico è quello che ha visto più cambiamenti, con 40 CEO dimessi nel 2024, un aumento del 90% rispetto all’anno scorso. Il motivo? L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il settore, e chi non riesce a stare al passo è costretto a farsi da parte. Un caso emblematico è quello di Pat Gelsinger, ex CEO di Intel, che ha lasciato dopo critiche sulle sue scelte di investimento.
Questo scenario ha cambiato anche il modo in cui vengono scelti i nuovi CEO. Il ruolo sta diventando sempre più difficile, con maggiori pressioni e controlli. Di conseguenza, le aziende preferiscono promuovere persone che già conoscono la compagnia: il 73% dei nuovi CEO arriva da dentro l’azienda, rispetto al 69% degli anni precedenti. Inoltre, l’85% di loro è alla prima esperienza come amministratore delegato, e molti provengono dal mondo della finanza, scelti per la loro capacità di gestire i costi.
A livello globale, questo fenomeno si riflette nei principali mercati azionari. Nell’indice S&P 500, 58 CEO hanno lasciato il posto (+21%), mentre nel FTSE 100, che raggruppa le principali aziende britanniche, le dimissioni sono calate del 14%, probabilmente a causa dell’incertezza economica che spinge a mantenere stabilità ai vertici.










