Nel primo trimestre del 2025, Microsoft ha registrato risultati finanziari superiori alle attese, con ricavi pari a 70,07 miliardi di dollari e un utile netto di 25,82 miliardi. Una spinta significativa alla crescita è arrivata dalla divisione cloud, in particolare Azure, che ha registrato un aumento del 33% nei ricavi, di cui 16 punti percentuali attribuiti direttamente all’intelligenza artificiale. A fronte di questa solidità finanziaria, l’azienda ha deciso di investire 80 miliardi di dollari nell’infrastruttura AI, una scelta che ha impattato sui margini operativi.
In parallelo, Microsoft ha annunciato una ristrutturazione interna che prevede il taglio di circa 6.000 posti di lavoro, equivalenti al 3% della forza lavoro globale. I licenziamenti riguardano diverse divisioni, tra cui LinkedIn e Xbox, e seguono una precedente ondata di tagli legati alle performance che aveva coinvolto circa 2.000 dipendenti. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere l’organizzazione più agile, riducendo i livelli di management intermedio e favorendo la creazione di team più snelli e ad alte prestazioni.
Queste mosse si inseriscono in un contesto più ampio del settore tecnologico, dove anche altri grandi player come Amazon e Meta stanno effettuando riduzioni di personale per aumentare l’efficienza e concentrare le risorse sull’AI. Meta, ad esempio, ha licenziato il 5% dei dipendenti meno performanti, mentre Amazon ha eliminato 27.000 posti di lavoro nel 2023 e ha continuato i tagli nel 2024, anche nella divisione AWS.
I tagli di Microsoft hanno interessato ruoli tecnici, di supporto e di management, con un’attenzione particolare alla riduzione dei profili non direttamente coinvolti nello sviluppo di codice. Divisioni come Xbox, HoloLens e Azure erano già state toccate da precedenti tagli, culminati con la fine della produzione di HoloLens 2 nel 2024.










