Moody’s ha migliorato l’outlook sull’Italia da “stabile” a “positivo”, lasciando però invariato il rating Baa3. Una promozione che segue quella di Standard & Poor’s ad aprile, accolta dal ministro Giorgetti come “il frutto del lavoro serio del Governo” e utile per famiglie e imprese.
Tra i motivi del giudizio positivo: una gestione fiscale solida, un piano di riduzione del deficit credibile e la possibilità concreta di uscire dal controllo europeo sui conti già nel 2026. L’Italia, secondo le agenzie, potrebbe affrontare anche nuove spese, come quelle per la Difesa, senza destabilizzare il bilancio.
Tutto questo succede mentre in Europa i tassi di interesse sui titoli di Stato stanno scendendo: il BTp italiano, ad esempio, è passato al 3,6%. La differenza rispetto al titolo tedesco (il cosiddetto spread) resta stabile, poco sopra i 100 punti. Negli Stati Uniti invece i rendimenti stanno salendo: i titoli a 10 anni sono arrivati oltre il 4,5% e quelli a 30 anni oltre il 5%. Secondo la banca UBS, non è da escludere che la Federal Reserve o il governo USA intervengano per tenere sotto controllo la situazione.
A preoccupare i mercati sono anche i nuovi dazi annunciati da Donald Trump: dal 1 giugno, il 50% su tutte le importazioni dall’UE e il 25% su Apple e Samsung non prodotte in USA. Immediate le reazioni: indici in calo, corsa ai beni rifugio e -2% per Apple in Borsa.
Le Borse europee hanno chiuso in forte rosso: Stoxx-600 -0,9%, Dax -1,5%, Milano -1,94%. Anche Wall Street ha sofferto, soprattutto i titoli tech, prima di un parziale recupero.
Ora i mercati si aspettano che la BCE possa tagliare i tassi prima del previsto: le previsioni indicano un tasso sui depositi all’1,60% entro fine anno. Il timore è che la guerra commerciale USA possa colpire un’economia europea già debole.
Il messaggio dagli USA è chiaro: linea dura sul commercio. L’Europa dovrà decidere se cedere o rispondere a tono.

















