Fondata nel 1774, Birkenstock è stata un’azienda a conduzione familiare per sei generazioni, fino al 2021, quando la quota di maggioranza è stata venduta al fondo di private equityL Catterton, legato a Bernard Arnault e LVMH.
I sandaliBirkenstock sono sempre stati amati da gruppi diversi, come hippie, appassionati di tecnologia e medici, grazie al loro design comodo e alla loro qualità. La loro popolarità è esplosa nel 2023, quando Margot Robbie ha indossato un paio di Birkenstock rosa nel film *Barbie*, rendendoli ancora più iconici.
Negli ultimi anni, l’azienda ha cercato di proteggere legalmente alcuni dei suoi modelli storici, specialmente quelli degli anni 70, che ormai non godono più della protezione del design. Per cercare di evitarne la copia, i legali di Birkenstock hanno provato a farli riconoscere come opere d’arte, così da garantirne una tutela più lunga. Ma la richiesta è stata respinta perché i sandali non soddisfano i criteri per essere considerati opere artistiche.
La legge stabilisce che il diritto d’autore protegge le opere per 70 anni dopo la morte del creatore, mentre la protezione del design dura solo 25 anni. Per essere considerato arte, un oggetto deve dimostrare un alto livello di creatività e non avere solo uno scopo pratico. La Corte Federale Tedesca ha stabilito che i sandaliBirkenstock non rientrano in questa definizione e quindi non possono essere tutelati con il diritto d’autore.
Di conseguenza, la causa intentata da Birkenstock è stata respinta, permettendo ai concorrenti, come Tchibo, di vendere modelli simili. Il giudice Thomas Koch ha spiegato che i sandali non sono opere d’arte applicata, ribadendo la differenza tra design e arte. L’avvocato di Birkenstock, Konstantin Wegner, ha comunque difeso il valore iconico dei sandali e ha annunciato ulteriori azioni legali per proteggere il marchio.










