Nel 2023, l’Italia ha registrato un nuovo minimo storico per le nascite, con soli 379 mila nuovi nati. Questo dato riflette un cambiamento sociale: il 39,7% delle famiglie è oggi composto da coppie non sposate, single, genitori soli o famiglie ricostituite. Tra gli adulti di età compresa tra i 25 e i 64 anni, la percentuale di chi vive senza partner è cresciuta dal 10,9% al 22,1%. Anche tra gli anziani si osserva una tendenza simile, con un numero crescente di over 65 che vivono da soli o in unioni libere. Attualmente, gli over 65 sono 14 milioni, ma si prevede che raggiungeranno quasi 19 milioni entro il 2042.
Questi cambiamenti demografici pongono serie sfide per la sostenibilità del welfare e del sistema pensionistico. Con una popolazione sempre più anziana, aumenterà la domanda di assistenza sanitaria e sussidi per la non autosufficienza. Allo stesso tempo, si prevede un incremento delle disuguaglianze sociali, economiche e retributive, complicando ulteriormente la gestione del sistema sociale.
Le proiezioni demografiche sono preoccupanti: il tasso di natalità è in calo nel 72% dei comuni italiani, e meno di un comune su dieci supera la media dell’Unione Europea. Entro il 2040, si prevede che le coppie senza figli supereranno quelle con figli, una tendenza che potrebbe influire sulla struttura sociale del Paese.
Il governo ha avanzato alcune proposte per incentivare la natalità, in un contesto in cui le nascite sono ormai stabilmente al di sotto delle 400 mila all’anno. Tra le proposte ci sono sgravi fiscali per chi ha figli a carico, ma queste misure, il cui costo è stimato tra i 5 e i 6 miliardi di euro all’anno, saranno finanziate probabilmente principalmente da chi non ha figli. Il governo intende introdurre un tetto alle detrazioni fiscali, differenziato per reddito e numero di figli, e un sistema di “quoziente familiare” per calcolare le detrazioni.
Queste iniziative si inseriscono in un quadro di finanze pubbliche già sotto pressione: il debito pubblico italiano ha raggiunto quasi 3 mila miliardi di euro, e il solo pagamento degli interessi ammonta a circa 100 miliardi di euro l’anno.










