La produzione industriale è un pilastro fondamentale per l’economia italiana, contribuendo a circa un quinto del PIL nazionale. Tuttavia, negli ultimi mesi si è registrato un calo significativo, dovuto a fattori come la riduzione dei consumi interni, il rallentamento delle esportazioni e l’elevato costo dell’energia. Settori strategici come l’abbigliamento e l’automotive sono stati particolarmente colpiti, ma il fenomeno non è isolato all’Italia: anche altre economie europee, in particolare quella tedesca, stanno attraversando una fase di crisi.
L’indice della produzione industriale di luglio 2024 è sceso a 94,5 (base 2021=100), segnando una riduzione del 5,5% rispetto al 2021. Secondo i dati ISTAT, la produzione industriale italiana è in calo da ben 18 mesi consecutivi, registrando a luglio 2024 un -3,3% rispetto a luglio 2023 e un -0,9% rispetto a giugno 2024.
Tra i settori più in difficoltà, l’abbigliamento ha subito una contrazione del 18% rispetto all’anno precedente, soprattutto a causa della crisi dei consumi. La domanda di beni di lusso e alta gamma ha risentito dell’incertezza economica e di un cambiamento culturale nei comportamenti d’acquisto. Ancora più drammatica la situazione dell’automotive, con un calo del 35% in un anno, dovuto principalmente alla crisi dell’industria automobilistica tedesca e alle scelte di Stellantis. Quest’ultima ha ridotto la produzione in Italia, nonostante gli aiuti statali, e prevede un calo della produzione del 30% nel 2024, ben lontana dall’obiettivo di un milione di veicoli l’anno.
Infine, l’indicePMI italiano, che misura la fiducia degli acquisti, ad agosto 2024 si è attestato a 49,4, indicando una lieve recessione. Nonostante ciò, l’Italia ha fatto meglio della media dell’eurozona (45,8), con la Germania che segna un preoccupante 45,4, confermando una crisi industriale diffusa.










