Costruire una “pensione di scorta” per i più giovani: è questa l’idea alla base di due misure attualmente attive o in approvazione in Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. L’obiettivo? Avviare fin dalla nascita un percorso di risparmio previdenziale a favore dei minori, con il sostegno delle istituzioni regionali.
In Trentino Alto Adige, la giunta regionale è pronta ad approvare un provvedimento che prevede un contributo economico destinato a ogni nuovo nato, adottato o affidato. La misura ha una forte valenza culturale: punta a sensibilizzare le famiglie sul tema della previdenza complementare, favorendo l’apertura di un fondo pensione per i figli. Il contributo iniziale ammonta a 300 euro, cui si aggiungono 200 euro all’anno per i successivi quattro anni, a condizione che la famiglia versi almeno 100 euro all’anno nel fondo. La dote potenziale raggiunge quindi i 1.100 euro.
Il provvedimento è retroattivo: riguarda anche i bambini con meno di cinque anni al 1 gennaio 2025 o per i quali non siano trascorsi cinque anni dall’adozione o dall’affidamento. Per accedere alla misura è necessario che i genitori risiedano in regione da almeno tre anni e che venga attivato un fondo di previdenza complementare iscritto alla Covip.
Anche il Friuli Venezia Giulia si è mosso in questa direzione, prevedendo per il 2025 un contributo di 200 euro per ogni figlio minore. In questo caso, però, l’accesso al beneficio è vincolato a condizioni più stringenti: bisogna aver versato almeno 300 euro nel 2024 in un fondo complementare iscritto Covip, possedere la “Carta famiglia” (istituita da una legge regionale del 2021) e avere un Isee in corso di validità non superiore a 35.000 euro. La misura è finanziata annualmente dalla Giunta regionale attraverso apposite deliberazioni.
Entrambe le iniziative rappresentano un tentativo concreto di avvicinare le famiglie alla cultura del risparmio a lungo termine, con un approccio che mette al centro il futuro dei più piccoli.










