In Italia, le micro e piccole imprese giocano un ruolo fondamentale non solo nell’economia, ma anche nel garantire la sostenibilità del sistema previdenziale e favorire il ricambio generazionale. Sono infatti le realtà più propense a inserire giovani e a sostenerne la crescita professionale: nelle microimprese, quelle con meno di 10 addetti, la quota di under 30 arriva al 22,4%, mentre nelle grandi aziende con oltre 250 dipendenti scende al 12%, con le piccole e medie imprese che si collocano in una posizione intermedia.
Nonostante questo, l’Italia resta indietro rispetto ad altri Paesi europei per quanto riguarda l’occupazione giovanile. Nel 2024, solo il 4,7% degli occupati era nella fascia 15-24 anni, contro il 10,1% della Germania, il 9,1% della Francia e il 6% della Spagna. Questo ritardo si riflette anche sulla durata media della carriera lavorativa: in Italia è di 32,8 anni, una delle più basse in Europa, peggio fa soltanto la Romania.












