Questo quadro preoccupante è legato anche al basso livello di spesa pubblica che l’Italia destina all’istruzione. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, nel 2022, il nostro Paese ha speso 79 miliardi di euro per l’istruzione, una cifra che è inferiore a quella spesa per pagare gli interessi sul debito pubblico, che ammonta a 82,9 miliardi di euro. Questo rende l’Italia l’unico paese dell’area euro in cui lo Stato spende quasi la stessa cifra per pagare gli interessi sul debito che per finanziare il sistema educativo.
Se guardiamo alla spesa per studente, l’Italia si colloca ancora una volta al di sotto della media dei Paesi OCSE, con una spesa di 11.400 dollari per studente rispetto ai 12.600 dollari della media OCSE. Questo divario si riflette anche nelle percentuali di investimento complessivo: mentre la media OCSE destina il 5,1% del PIL e il 10% della spesa pubblica all’istruzione, l’Italia si ferma rispettivamente al 4,2% del PIL e al 7% della spesa pubblica. Paesi come la Svezia e la Danimarca dedicano oltre il 6% del loro PIL all’istruzione, mentre Francia, Germania e RegnoUnito si collocano ben al di sopra dell’Italia, con percentuali che variano tra il 4,6% e il 6,3%.










