Secondo gli ultimi dati pubblicati da Eurostat, il tasso di occupazione degli italiani tra i 20 e i 64 anni è aumentato dell’1,5% nell’ultimo anno, una crescita superiore alla media europea.
Il tasso di occupazione in Italia tra i 20 e i 64 anni è infatti passato dal 64,8% del 2022 al 66,3% nel 2023, in linea con quanto recentemente certificato dall’Istat. Un dato che ha portato soddisfazione al governo, ma che, se considerato nel contesto europeo, non è così incoraggiante: la media UE è al 75,3%, ben superiore a quella italiana.
Non solo. Anche se il rischio di povertà per i lavoratori italiani è diminuito dal 11,5% al 9,9% il dato più basso dal 2010 il reddito disponibile reale delle famiglie italiane continua a calare. Rispetto al 2008, anno della crisi, è sceso a 93,74 punti, mentre la media europea è cresciuta a 110,8 punti. In sostanza, l’Europa è tornata ai livelli pre-crisi, mentre l’Italia no. Solo la Grecia ha fatto peggio di noi, con un reddito disponibile pari al 72,1% rispetto al 2008.Nonostante il miglioramento di alcuni indicatori, il potere d’acquisto degli italiani è in caduta libera a causa dell’inflazione e della stagnazione dei salari, fermi da trent’anni. Il problema non è la quantità di lavoro disponibile, bensì la qualità del lavoro e il reddito reale delle famiglie, che non riescono a stare al passo con l’aumento del costo della vita.
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