Il ritorno di Trump alla Casa Bianca ha scosso il mondo delle criptovalute, portando il prezzo del Bitcoin a raggiungere valori mai visti prima. Nonostante in passato l’ex presidente avesse definito le criptovalute una “fregatura”, le dinamiche di mercato e il cambiamento di approccio politico sembrano aver ribaltato la situazione.
Le criptovalute sono state sempre guardate con scetticismo dalle istituzioni, non solo negli Stati Uniti ma anche in Europa, per via della loro opacità e dei frequenti cambiamenti improvvisi di prezzo.
Tuttavia, le elezioni negli Stati Uniti hanno aperto nuove prospettive. Con la vittoria di Trump, il prezzo del Bitcoin ha raggiunto un nuovo record, superando nelle ultime ore i 100.000 dollari. Solo nell’ultimo mese il suo valore è cresciuto del 50%, e dall’inizio dell’anno ha registrato un impressionante +142%. La capitalizzazione di mercato del Bitcoin ha ormai superato i 2.000 miliardi di dollari, mentre quella dell’intero settore delle criptovalute è salita vicino ai 4.000 miliardi.
Questa crescita è stata alimentata dalle aspettative degli investitori su un futuro più favorevole per il mondo cripto sotto l’amministrazione Trump. L’annuncio della nomina di Paul Atkins, noto per le sue posizioni favorevoli verso le criptovalute, alla presidenza della SEC ha contribuito a rafforzare queste aspettative. Atkins è considerato un volto più aperto e conciliatorio rispetto al suo predecessore, Gary Gensler, noto per il suo approccio rigido alla regolamentazione del settore.
Durante la campagna elettorale, Trump ha promesso di porre fine alla “crociata anticripto” dell’amministrazione Biden, proponendo detassazioni per i guadagni sulle criptovalute e svelando il suo progetto personale legato al mondo dei bitcoin. Trump vuole trasformare gli Stati Uniti in una “superpotenza dei bitcoin” e, grazie al controllo del Congresso da parte dei Repubblicani, molte di queste promesse potrebbero concretizzarsi senza troppe difficoltà.










