Negli ultimi anni, il costo dei concerti è diventato un problema sempre più grande per i giovani fan della musica. Andare a vedere il proprio artista preferito dal vivo non è più un’esperienza accessibile a tutti: i prezzi dei biglietti sono aumentati drasticamente, rendendo necessario risparmiare per mesi o persino anni per riuscire ad accedere a un evento. Spesso, chi non riesce ad acquistare un biglietto nelle prime prevendite si trova davanti a cifre proibitive, costretto a rinunciare o a cercare alternative più economiche, se disponibili. Ma cosa sta facendo lievitare così tanto i prezzi?
Nel 1996, il prezzo medio per i 100 tour più importanti era di 25,81 dollari (circa 52 dollari di oggi, tenendo conto dell’inflazione). Oggi, nel 2024, è schizzato a 135,92 dollari. Per fare un altro confronto: nel 1975 un fan di Bruce Springsteen pagava solo 8 dollari per un biglietto (circa 44 dollari attuali). Dal 1981 al 2012, il prezzo dei concerti è aumentato del 400%, mentre l’inflazione generale è salita “solo” del 150%.
Ma perché i biglietti sono così costosi? Ci sono diversi motivi. Dopo la pandemia, la voglia di assistere ai concerti è esplosa, ma i posti disponibili sono sempre gli stessi. A questo si aggiungono le alte commissioni di servizio, la mancanza di regole sui prezzi dei biglietti e il dynamic pricing, cioè un sistema che fa aumentare i prezzi in base alla domanda. Un esempio lampante è l’Eras Tour di Taylor Swift del 2023, che ha incassato 2 miliardi di dollari con un prezzo medio del biglietto di ben 1.088 dollari.
Per la Gen Z, i concerti sono un’esperienza fondamentale, tanto che spesso sono disposti a spendere cifre esagerate. Un sondaggio di Merge dice che l’86% dei giovani ammette di aver speso troppo per eventi dal vivo. Secondo AAA e Bread Financial, sia Gen Z che Millennial non solo comprano biglietti costosi, ma viaggiano anche lontano per vedere i loro artisti preferiti.










