Honda ha chiuso l’ultimo trimestre del suo anno fiscale (fino al 31 marzo 2024) con risultati deludenti: l’utile operativo è crollato a 73,5 miliardi di yen, ben lontano dai 275 miliardi attesi. I ricavi, invece, sono rimasti stabili a 5,36 migliaia di miliardi di yen (circa 47 miliardi di dollari).
Guardando all’intero anno fiscale, i ricavi sono saliti del 6,2% raggiungendo i 21,69 migliaia di miliardi di yen. Ma dietro questo numero c’è un calo dell’utile operativo (-12,2%) e un netto crollo dell’utile finale: -24,5%, pari a 835,84 miliardi di yen.
Le moto vanno forte: Honda ha registrato vendite e profitti da record nel settore motocicli. Il problema è il mercato auto, dove le vendite sono calate soprattutto in Cina e nel Sud-est asiatico. Negli USA, però, c’è stato un aumento delle vendite di veicoli ibridi grazie agli incentivi per le auto elettriche.
La situazione globale non aiuta: i dazi USA del 25% sulle auto importate hanno costretto Honda a rivedere i piani, spostando la produzione della nuova Civic ibrida dal Messico all’Indiana. L’incertezza sulle politiche commerciali rende difficile fare previsioni.
E infatti le stime per il 2025-2026 non sono rosee: Honda prevede un calo dei ricavi del 6,4% (20,3 migliaia di miliardi di yen), un utile operativo dimezzato (-59%) e un utile netto ridotto del 70% a 250 miliardi di yen. Intanto ha cambiato politica sui dividendi, collegandoli al rendimento per azione e portandoli a 70 yen (2 yen in più dell’anno scorso).
Nel frattempo, a febbraio sono saltati i negoziati per una possibile fusione tra Honda e Nissan da 60 miliardi di dollari.










