Il 1 luglio 2025 Glovo ha comunicato ai propri rider l’introduzione di un bonus legato alle alte temperature, valido per i mesi di luglio e agosto. L’obiettivo dichiarato era quello di coprire le spese necessarie per affrontare il caldo, come acqua, crema solare e sali minerali. Il meccanismo del bonus prevedeva un incremento percentuale sul compenso per ogni consegna: il 2% in caso di temperature tra i 32 e i 36 gradi, il 4% tra i 36 e i 40, e l’8% oltre i 40 gradi.
In termini concreti, su una consegna da 2,50 euro il bonus massimo sarebbe stato di circa 20 centesimi. Tuttavia, il pagamento era previsto nella fattura del 21 settembre, ovvero a fine estate, rendendo il contributo inefficace nel coprire le spese immediate.
L’iniziativa ha suscitato immediatamente critiche da parte dei sindacati, che l’hanno definita un “incentivo pericoloso”. Secondo CGIL e Nidil-Cgil, nessun compenso può giustificare il lavoro in condizioni di rischio estremo. Anche molti rider hanno espresso dissenso online, sottolineando che pochi centesimi non valgono il rischio di un colpo di calore.
Le reazioni non si sono fermate al fronte sindacale: anche politici e amministratori locali sono intervenuti. In Piemonte, il presidente Alberto Cirio ha esteso le ordinanze di sospensione del lavoro all’aperto nelle ore più calde (dalle 12:30 alle 16:00) anche ai rider, fino al 31 agosto.
Glovo ha risposto alle polemiche spiegando che il bonus non era un incentivo a lavorare sotto il sole, ma una misura compensativa per chi sceglieva comunque di farlo. L’azienda ha ribadito di voler garantire la sicurezza e il benessere dei rider, sottolineando che nessuno è obbligato a lavorare in condizioni climatiche estreme.










