Sei euro. È questa la cifra che ha cambiato per sempre la vita di un autista di autobus di Kyoto, in Giappone.
Dopo 29 anni di servizio, un gesto considerato banale da molti intascarsi una banconota da 1.000 yen (6 euro) invece di inserirla nella macchinetta gli è costato il licenziamento e l’intera pensione da oltre 12 milioni di yen (circa 84.000 dollari).
Tutto è iniziato nel febbraio 2022: cinque passeggeri salgono a bordo e pagano il biglietto. Le telecamere del bus, però, riprendono l’autista all’epoca 58enne mentre si mette in tasca una delle banconote. L’Ufficio dei Trasporti del Comune individua l’episodio nelle immagini e avvia un’indagine verso l’uomo che, nonostante le riprese, inizialmente nega.
Non era il primo episodio a metterlo nei guai. In passato, l’autista era già stato richiamato per altri comportamenti, tra cui l’uso della sigaretta elettronica durante il servizio, anche senin assenza di passeggeri.
Il Comune lo licenzia e revoca il diritto alla pensione. L’uomo decide di fare causa, sostenendo che la sanzione fosse sproporzionata. Un tribunale inizialmente gli dà ragione. Ma qualche giorno fa la Corte Suprema giapponese ha ribaltato tutto: la punizione viene confermata.
Secondo i giudici, quel gesto seppur piccolo ha compromesso la fiducia del pubblico nel servizio di trasporto pubblico.Il Comune di Kyoto ha espresso piena soddisfazione per la decisione definitiva.










