“Chiediamo solo due cose: restituiteci la nostra voce, a causa delle elezioni rubate, e restituiteci il nostro futuro europeo”: queste, alcune delle parole più impattanti del discorso della Presidente della Georgia, Salome Zourabichvili, durante il suo intervento del 18 dicembre al Parlamento europeo di Strasburgo.
Da settimane, numerosissime manifestazioni si svolgono ogni giorno a Tbilisi, capitale della Georgia. Il clima teso degli ultimi mesi è stato dettato dall’esito delle elezioni parlamentari, svoltesi a fine ottobre 2024, e dalla decisione del Governo di posticipare i colloqui per il processo di adesione all’Unione Europea fino alla fine del 2028. In particolar modo, il risultato elettorale ha non poco sorpreso gli addetti ai lavori: infatti, secondo la maggior parte di previsioni e sondaggi, l’area politica filoeuropea afferente alla Presidente Zourabichvili avrebbe dovuto vincere la tornata elettorale con un buon margine.
Invece, l’affermazione del partito “Sogno Georgiano”, i cui parlamentari eletti hanno contribuito anche alla nomina di Mikheil Kavelashvili a nuovo Presidente della Repubblica, ha dato vita ad uno scenario completamente diverso. Il risultato a sorpresa, alimentato dai sospetti di ingerenze durante la campagna elettorale e le operazioni di voto, ha scatenato la grande scia di proteste popolari fortemente partecipate lungo le vie della capitale.
Il non riconoscimento dell’esito elettorale ha rallentato le fasi di transizione del potere tra Zourabichvili e Kavelashvili. La stessa Zourabichvili, durante il suo intervento al Parlamento europeo, ha ulteriormente sottolineato: “In un Paese che ha appena ricevuto lo status di candidato, l’Europa non può permettersi di lasciare che lo Stato calpesti tutte le regole e le norme democratiche”.










