Dopo oltre un anno e mezzo di battaglie legali, si è chiusa la lunga disputa per l’eredità di Rupert Murdoch, 94 anni, definito l’ultimo dei grandi magnati intercontinentali della stampa. La questione non riguardava soltanto il patrimonio miliardario della famiglia, ma soprattutto il controllo e l’influenza politica dei media che fanno capo all’impero Murdoch: Fox News, Wall Street Journal, New York Post, Times e Sun.
Tutto è iniziato alla fine del 2023, quando Rupert cercò di modificare le regole del fondo di famiglia creato nel 1999, che coinvolgeva i suoi sei figli. Secondo l’accordo originario, solo i primi quattro, Prudence, Elisabeth, Lachlan e James, avevano diritto decisionale, mentre le due più giovani, Grace e Chloe, ne erano escluse. Rupert manteneva comunque il potere finale sulle decisioni, ma dopo la sua morte sarebbe servito l’accordo di almeno due dei fratelli maggiori.
Negli anni si erano formate due fazioni contrapposte. Da una parte i progressisti, Prudence, Elisabeth e James, critici verso Fox News e la sua linea editoriale pro-Trump, e addirittura favorevoli a ipotizzare un ridimensionamento o una vendita del gruppo. Dall’altra parte Rupert e Lachlan, che già nel 2019 era stato scelto come erede designato e che dal 2023 ricopriva la carica di capo dell’impero mediatico. James, che fino al 2019 era considerato il vero successore, aveva abbandonato il consiglio di amministrazione nel 2020 per disaccordi editoriali.
Il tentativo di Rupert di blindare Lachlan alla guida del gruppo spinse gli altri tre fratelli a ricorrere in tribunale. La causa fu vinta da Prudence, Elisabeth e James, che aprirono così la strada a trattative private. L’accordo finale è arrivato nel 2025: Lachlan rimane unico capo del gruppo fino al 2050, mentre gli altri tre fratelli escono dalla proprietà ricevendo oltre un miliardo di dollari ciascuno. Il nuovo fondo di famiglia include anche Grace e Chloe, ma l’unico a mantenere pieni poteri resta Lachlan.













