Fino ad aprile, nel Regno Unito esisteva un regime chiamato “non-dom”, che permetteva ai residenti di non pagare tasse sui redditi e sui beni detenuti all’estero. Dopo la sua abolizione e l’introduzione di nuove imposte, molti ricchi hanno deciso di lasciare il Paese.
Questa situazione ha avuto effetti anche sul mercato del lusso. Come riportato dal *Financial Times*, il valore delle auto di alta gamma, soprattutto delle Ferrari, ha iniziato a scendere. I cambiamenti fiscali e le incertezze sui dazi, ad esempio quelli imposti da Trump, hanno reso il mercato britannico più instabile. Per proteggere il valore delle sue vetture, Ferrari ha deciso di consegnarne meno nel Regno Unito. L’amministratore delegato Benedetto Vigna ha spiegato che il calo dei prezzi è legato anche al fatto che le auto con volante a destra hanno poca richiesta fuori dal Paese.
Secondo Auto Trader, i prezzi di alcuni modelli Ferrari sono diminuiti: la Purosangue ha perso il 12,2% tra gennaio e ottobre, mentre la SF90 Stradale è scesa del 6,6%. Negli ultimi mesi però la situazione sembra essersi stabilizzata, segno che il mercato dell’usato sta ritrovando equilibrio.
Per fare un esempio, una Ferrari 296 GTB nuova costa circa 256.000 sterline, mentre un modello usato parte da 189.000: questo significa che l’auto perde immediatamente circa il 26% del suo valore passando dal nuovo all’usato.. Anche se l’azienda mantiene un margine operativo vicino al 30%, le azioni Ferrari sono calate del 17% dopo che la società ha previsto margini stabili per i prossimi cinque anni. Gli investitori ora osservano la capacità del marchio di mantenere alto il valore delle proprie auto anche nella transizione verso modelli ibridi ed elettrici. Vigna ha ribadito che la scelta di produrre meno auto, per mantenerle esclusive, rimane al centro della strategia Ferrari.












