La crisi dei conti comunali al Sud e nei piccoli centri italiani è un problema molto serio. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, che cita una ricerca della Fondazione nazionale dei commercialisti, dopo la pandemia, ben 470 comuni sono in difficoltà finanziaria: 257 sono in predissesto e 213 in dissesto, che significa che il 6% dei comuniitaliani è in guai seri. Le aree più colpite sono quelle del Mezzogiorno, soprattutto i piccoli paesi.
Quando un comune è in dissesto significa che non riesce più a pagare le spese necessarie, come gli stipendi dei dipendenti, la manutenzione delle strade o i servizi essenziali per i cittadini. Un comune in predissesto è invece sulla strada per finire in dissesto se non riesce a migliorare la sua situazione finanziaria.
Guardando da vicino, il 45% dei comuni in dissesto ha meno di 5mila abitanti e il 24% ne ha meno di 2mila. Altri comuni in dissesto, il 55%, hanno tra 5mila e 99.999 abitanti, con Catania che è il comune più grande in crisi con oltre 100mila abitanti.
Per quanto riguarda i comuni in predissesto, il 53% ha meno di 5mila abitanti, soprattutto al Sud. Un altro 46% ha tra 5mila e 100mila abitanti, e anche qui il 44% è al Sud. Solo il 2% dei comuni in predissesto supera i 100mila abitanti, come Alessandria, Andria e Avellino. Al Nord, solo il 12% dei comuni è in crisi, e questi sono per lo più piccoli centri.
Le principali cause di questi problemi finanziari sono l’incapacità di riscuotere le tasse locali. Quando i comuni non riescono a riscuotere abbastanza soldi, finiscono per avere problemi economici. Le regioni più colpite sono Sicilia (32%), Calabria (24%) e Campania (22%).
Guardando come si sono evoluti i dissesti dal 2012 al 2024, ci sono cinque comuni in dissesto da quasi dieci anni. Tra il 2018 e il 2023, i dissesti sono aumentati, con un picco nel 2019 (35 casi). Nel 2020-2021, grazie a misure straordinarie dovute al Covid, c’è stato un leggero calo, ma nel 2023 i dissesti sono risaliti a 39 casi.










