Il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha lanciato un messaggio chiaro: Le criptoattività come Bitcoin sono molto volatili e non hanno alcun valore reale su cui si basano. Ha aggiunto che, in Italia, le banche e gli operatori finanziari regolamentati finora hanno mostrato scarso interesse a emetterle, anche se si nota una maggiore attenzione verso i servizi di custodia e negoziazione. Secondo Panetta, però, il problema più serio è un altro: C’è il rischio che le persone, non capendo bene di cosa si tratti, scambino questi strumenti per prodotti bancari tradizionali. E in caso di perdite, potrebbe calare la fiducia nell’intero sistema bancario.
Nel suo intervento, Panetta ha anche proposto una novità importante: Per superare la frammentazione del mercato dei capitali in Europa, serve un titolo pubblico europeo. Secondo il governatore, questo strumento, condiviso da tutti i Paesi dell’Unione, permetterebbe di finanziare investimenti pubblici e fornirebbe un punto di riferimento stabile per il sistema finanziario. Secondo le nostre stime ha spiegato un mercato dei capitali integrato, con al centro un titolo comune europeo, potrebbe attivare 150 miliardi di euro di investimenti in più ogni anno e far crescere il PIL dell’1,5%. L’impatto potrebbe essere fino a tre volte maggiore se i fondi venissero destinati a progetti tecnologici.
Infine, Panetta ha messo in guardia dai rischi legati al ritorno del protezionismo: Le politiche protezionistiche stanno spingendo l’economia mondiale su una traiettoria pericolosa. A suo avviso, siamo di fronte a una crisi profonda degli equilibri globali costruiti negli ultimi decenni, e le politiche dell’amministrazione statunitense sono uno dei principali fattori scatenanti. Le attuali dispute commerciali ha detto derivano anche da una crescente disillusione verso la globalizzazione e i benefici promessi dal libero scambio.











