EssilorLuxottica, il colosso nato nel 2018 dalla fusione tra l’italiana Luxottica e la francese Essilor, ha raggiunto un nuovo accordo con i sindacati italiani per estendere la cosiddetta “settimana corta”. Si tratta di un modello di organizzazione del lavoro che permette ai dipendenti di lavorare meno giorni mantenendo lo stesso stipendio.
Nel dettaglio, la settimana corta di EssilorLuxottica consente ai lavoratori di usufruire di 20 giorni di riposo aggiuntivi all’anno. Cinque di questi giorni provengono dai permessi individuali già previsti, mentre i restanti quindici sono concessi direttamente dall’azienda. Questo consente, in pratica, di concentrare le ore lavorative su meno giorni a settimana, riducendo la presenza in fabbrica ma mantenendo inalterato il monte ore mensile e il salario.
Dopo due anni di sperimentazione su piccoli gruppi e reparti, nel 2023 la formula è stata estesa a un intero reparto e, da aprile 2024, a vari dipartimenti di stabilimenti italiani con risultati giudicati molto positivi: meno infortuni, meno dimissioni, turni più sostenibili, più efficienza produttiva e un calo sia nei consumi energetici sia nelle assenze non programmate.
Attualmente, il piano coinvolge circa 3.500 lavoratori distribuiti negli stabilimenti di Agordo, Sedico, Cencenighe Agordino, Pederobba, Lauriano e Rovereto. In tutto, i dipendenti italiani sono circa 12.500. Finora 1.500 lavoratori hanno aderito al piano.
EssilorLuxottica non è l’unica a sperimentare questo modello: tra le altre grandi aziende italiane ci sono anche Intesa Sanpaolo, Lamborghini e Lavazza.










