Sotto sette metri di sabbia, nel cuore di una necropoli ad Abido, è riemersa una tomba che potrebbe cambiare tutto quello che credevamo di sapere sull’anticoEgitto.
Una scoperta affascinante, firmata da un team congiunto di archeologi, che l’ha definita “una scoperta entusiasmante”. Ma non è solo entusiasmo: la struttura della tomba, la sua profondità e le sue dimensioni suggeriscono una potenza Politica locale molto più rilevante di quanto finora ipotizzato.
La tomba, come riportato da The Sun, risale a circa 3600 anni fa. Si sviluppa in più stanze con volte alte fino a cinque metri, costruite in mattoni di fango, e presenta decorazioni sacre all’ingresso. I geroglifici rinvenuti indicano che si trattava di un sovrano, ma il nome è ancora indecifrabile. A rendere il tutto ancora più enigmatico, il fatto che al suo interno non ci siano né la mummia né il sarcofago: entrambi sono scomparsi.
Gli studiosi ipotizzano che la tomba potesse appartenere a uno dei faraoni locali della cosiddetta dinastiadiAbido. E proprio la maestosità della sepoltura spinge a riconsiderare il ruolo di questa dinastia: non più una semplice espressione di potere periferico, ma forse un centro politico e culturale più influente di quanto raccontato finora.
Una scoperta che inevitabilmente fa pensare a un altro ritrovamento celebre: quello della tomba di Tutankhamon, avvenuto nel 1922 dopo anni di scavi nel deserto. Anche in quel caso, la scoperta fu accompagnata da misteri e leggende, come le morti sospette tra i membri della spedizione, inclusa quella di Lord Canarvon, deceduto per un’infezione causata da una puntura d’insetto.
Ora, ad Abido, la storia si ripete. Ma invece di una “maledizione”, questa volta il vero colpo di scena potrebbe essere la riscrittura di una parte inesplorata della storia egiziana. E forse, proprio in quei geroglifici indecifrabili, si nasconde una verità che aspetta solo di essere letta.










