La crisi demografica in Cina ha radici profonde, con una delle principali cause attribuite alla politica del figlio unico, implementata tra il 1980 e il 2015.
Questa politica ha limitato le nascite, influenzando la struttura della popolazione nel lungo termine.
Oltre alle restrizioni legislative, fattori come l’urbanizzazione e il crescente costo della vita hanno avuto un impatto importante. Molte famiglie percepiscono la crescita dei figli come un onere economico eccessivo, scoraggiando ulteriormente le nascite.
Negli ultimi anni, il governo cinese ha cercato di invertire la tendenza eliminando i limiti sulle nascite. Tra le misure adottate, vi sono sussidi per gli asili e politiche di congedo parentale più flessibili, volte a sostenere le famiglie e incentivare la natalità.
Il 2024 segna il terzo anno consecutivo di declino demografico in Cina. Il numero di decessi ha superato quello delle nascite, evidenziando un trend preoccupante che potrebbe persistere nel futuro.
La popolazione totale cinese è scesa a 1,408 miliardi, con un calo di 1,39 milioni rispetto al 2023. Questo fenomeno comporta importanti implicazioni per l’economia, tra cui una riduzione della forza lavoro e del numero di consumatori, oltre a un aumento dei costi per l’assistenza agli anziani e il sistema pensionistico.
Le previsioni per il 2025 non sono promettenti: si prevede una nuova diminuzione delle nascite, consolidando così il trend negativo.










