Nei primi sei mesi del 2025, Volkswagen ha registrato un risultato operativo (cioè il guadagno ottenuto dalle attività principali, prima di tasse e interessi) di 6,7 miliardi di euro, in calo del 33% rispetto all’anno scorso, un dato che indica un forte rallentamento della redditività dell’azienda rispetto al 2024, segno che costi e dazi stanno pesando molto sui profitti. Anche il fatturato è leggermente sceso a 158 miliardi di euro (0,3%), con un margine operativo ridotto al 5,6% a causa di dazi e ristrutturazioni.
Le vendite totali sono state di 4,36 milioni di veicoli, poco più rispetto ai 4,34 milioni del 2024. In Sud America il gruppo ha segnato un boom del +19%, mentre in Europa occidentale è cresciuto del 2% (gli ordini sono aumentati del 19%) e in Europa centrale e orientale del 5%. In Cina c’è stato un calo del 3% e in Nord America del 16%, soprattutto per colpa dei nuovi dazi USA.
Le auto elettriche stanno andando forte: gli ordini sono saliti del 62%, spinti da modelli come la VW ID.7 Tourer, la Cupra Terramar, la koda Elroq, l’Audi Q6 e-tron e la Porsche 911.
I dazi americani hanno pesato molto, costando 1,3 miliardi di euro, mentre le ristrutturazioni interne (Audi, VW Passenger Cars e la divisione software Cariad) sono costate altri 700 milioni. Altri problemi arrivano dalle regole più rigide sulle emissioni, dal prezzo delle materie prime e dal cambio. Dal 2 aprile i dazi USA sono passati dal 2,5% al 25%, mentre Regno Unito e Giappone applicano rispettivamente tariffe del 10% e del 15%. Con l’UE non ci sono nuovi accordi.
Volkswagen ha quindi rivisto le previsioni per l’anno: le vendite saranno simili al 2024 (prima si parlava di +5%), il margine operativo scenderà al 4-5% (prima 5,5-6,5%), il flusso di cassa netto sarà di 1-3 miliardi (prima 2-5 miliardi) e la liquidità netta Automotive di 31-33 miliardi (prima 34-37 miliardi). Le difficoltà sono legate ai dazi, alle tensioni geopolitiche, alla concorrenza e ai requisiti ambientali più severi.










