A7A5 è una criptovaluta lanciata nel febbraio 2025 in Kirghizistan. È una “stablecoin”, cioè una moneta digitale che mantiene sempre lo stesso valore, in questo caso legato al rublo russo. L’obiettivo è facilitare i pagamenti tra paesi, anche se la Russia è sotto sanzioni. A supportarla c’è Promsvyazbank, una banca russa collegata al settore della difesa, già colpita da sanzioni internazionali.
Fin da subito, secondo quanto riportato dal Financial Times, A7A5 ha sollevato dubbi. Secondo diverse analisi, A7A5 sarebbe stata progettata appositamente per permettere alla Russia e ad altri soggetti sanzionati di aggirare i blocchi finanziari imposti dall’Occidente. Funzionando come un canale alternativo al sistema bancario tradizionale, consente di far circolare capitali sotto forma di criptovalute, eludendo così i controlli e le restrizioni economiche internazionali. Permette infatti di convertire fondi in Tether (una moneta digitale ancorata al dollaro) e trasferirli in modo veloce in tutto il mondo. Le autorità moldave hanno rilevato collegamenti tra A7A5 e domini usati per interferenze politiche. A maggio, il Regno Unito ha sanzionato ufficialmente l’azienda dietro il token.
A7A5 nasce mentre la Russia è esclusa da SWIFT e altri circuiti bancari. Il Kirghizistan è stato scelto come base per la sua normativa permissiva e l’assenza di sanzioni.
In quattro mesi ha mosso 9,3 miliardi di dollari. Sono in circolazione 12 miliardi di token, dal valore complessivo di circa 156 milioni di dollari. Nonostante i numeri, gli utenti attivi sono pochi e con transazioni molto elevate.
Il token è legato a Grinex, un exchange kirghiso che scambia solo A7A5, rubli e una stablecoin in dollari. Ricorda Garantex, l’ex exchange russo chiuso dagli USA. Alcuni dei suoi ex utenti si sono spostati su Grinex, registrato nello stesso periodo di A7A5.
Dietro il progetto ci sarebbe Ilan or, oligarca moldavo in fuga con passaporto russo. Le due aziende, A7 e Grinex, risultano registrate insieme in Kirghizistan.










