La legge di bilancio approvata di recente introduce alcune misure importanti per aiutare le famiglie: Ecco cosa significa in pratica.
Dal gennaio 2025, le famiglie con un ISEE massimo di 40.000 riceveranno un bonus di 1.000 per ogni figlio nato o adottato. Inoltre, i genitori avranno diritto a congedi parentali con un indennizzo pari all’80% dello stipendio per tre mesi complessivi, da usare entro i primi sei anni di vita del figlio. Sempre per i bambini, è previsto un bonus asilo nido di 3.600 per i nati dal 2024, rivolto alle famiglie con ISEE fino a 40.000 . Questo bonus è valido anche se ci sono altri figli in famiglia e le somme dell’assegno unico universale non verranno calcolate nel reddito.
Per le mamme lavoratrici ci sono novità importanti. Dal 2025, chi ha un contratto a tempo determinato, è una lavoratrice autonoma o ha un reddito d’impresa (ma non in regime forfettario), potrà beneficiare di un esonero contributivo se guadagna meno di 40.000 . L’esonero durerà fino ai 10 anni del figlio più piccolo per le madri con almeno due figli e, dal 2027, fino ai 18 anni per chi ha almeno tre figli.
Per quanto riguarda la scuola, le famiglie potranno detrarre fino a 1.000 per le spese scolastiche dei figli che frequentano scuole paritarie. Questo servirà a rendere queste scuole più accessibili. Inoltre, è stato creato un fondo speciale di 30 milioni di per il 2025, destinato a ragazzi tra i 6 e i 14 anni che appartengono a famiglie con un ISEE non superiore a 15.000 . Questo fondo è permettere ai ragazzi di partecipare ad attività sportive e ricreative fuori dalla scuola.
Tra le altre novità, l’indennità di congedo parentale per lavoratrici e lavoratori dipendenti è stata aumentata all’80% della retribuzione per tre mesi complessivi. Questo aumento riguarda i genitori il cui congedo di maternità o paternità è terminato dal 1 gennaio 2024 ed è valido entro il sesto anno di vita del bambino. Sostituisce le aliquote precedenti del 60% per il secondo mese e del 30% per il terzo mese.
Oltre a questo, dal 2025, le madri autonome non in regime forfettario potranno beneficiare di una parziale decontribuzione.










