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31/08/2024
2 minuti di lettura

Dall’inizio del conflitto con l’Ucraina, la Russia è stata colpita da un embargo sportivo che ha di fatto isolato dal mondo un largo numero di sport, tra cui la pallacanestro. Per ovviare a questo problema, la Federazione ha cominciato ad organizzare tornei amichevoli per permettere alla propria nazionale di svolgere almeno qualche test nella speranza di un’imminente riammissione alle competizioni. Un esempio è costituito dalla Coppa dell’Amicizia, organizzata in queste settimane a Perm, che ha visto la partecipazione sia di squadre di basket locali sia dei roster di Venezuela e Colombia.

Il torneo comincia e la prima partita dei russi è un trionfo: vittoria 155-53 contro la Colombia. Un risultato impressionante, che ha stupito tutti, anche Samson Ruzhentsev, giocatore del Perm: “Nel video prepartita avevamo osservato una composizione della squadra leggermente diversa. Non mi era mai capitato di vincere una partita con 100 punti di scarto”.

Nonostante qualche perplessità sulle performance dei giocatori colombiani, il torneo prosegue. I dubbi, peró, aumentano. La partita tra Colombia e Venezuela, infatti, finisce 108-57 per i vinotinti. Nel frattempo, le prime verità iniziano a venire a galla e si scopre il surreale: la nazionale colombiana non è quella vera.

Dietro a tutto ció c’è Christian David Mosquera Duran, uno studente 25enne nato a Bogotà e trasferitosi a Kazan per studiare architettura. Il giovane avrebbe intrattenuto rapporti via e-mail con la federazione russa, riuscendo a iscrivere al torneo un roster di amatori comunque di discreto rispetto, ma che nulla aveva a che fare con i veri cafeteros.

La curiosa avventura orchestrata da Mosquera Duran, peró, ora rischia di costargli caro: “La Federazione Colombiana di Pallacanestro non ha mai ricevuto un invito ufficiale a partecipare alla Coppa dell’Amicizia e non ha autorizzato nessun club o scuola di formazione del Paese a partecipare. Intraprenderemo azioni legali per l'uso abusivo della nostra immagine senza previa autorizzazione".

Matteo Garlet
Redattore Worldy Sport

Basket, Federazione russa truffata da uno studente: al torneo partecipa la finta nazionale colombiana

Laureato in Management per l’impresa all’Università Cattolica e attualmente lavoro in un’azienda energetica di Milano. Da oltre due anni faccio parte della redazione di Worldy, fornendo il mio contributo in particolare nell’area Sport, un mondo che fin da quando ero più piccolo mi ha sempre accompagnato in ogni sua forma. Ho giocato a basket per circa 15 anni, ma sono affascinato dalle discipline più disparate e poter collaborare con una realtà ambiziosa nel fare informazione su argomenti così vicini a me è una sfida stimolante e coinvolgente.
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