Le buche rappresentano un problema cronico per le infrastrutture stradali, causando danni ai veicoli e rischi per la sicurezza.
Le buche si formano inizialmente a causa di crepe superficiali provocate dal traffico. L’acqua, infiltrandosi nelle crepe, accelera il deterioramento attraverso il congelamento e il disgelo. Con il tempo, il bitume invecchia a causa dell’ossidazione, diventando più fragile e aumentando il rischio di fratture.
Una nuova tecnologia in sviluppo nel Regno Unito potrebbe però rivoluzionare la manutenzione stradale: il bitume auto-riparante, in grado di prevenire la formazione di buche e prolungare la durata dell’ asfalto. Per farla semplice, è come se fosse una nuova superficie stradale in grado di auto-rigenerarsi quando avvengono delle crepe.
Questo innovativo materiale contiene spore vegetali porose imbevute di oli riciclati. Quando il traffico esercita pressione sull’asfalto, le spore rilasciano oli, che ammorbidiscono il bitume e sigillano le crepe prima che si trasformino in buche.
Nei test di laboratorio, il bitume auto-riparante ha dimostrato di poter chiudere autonomamente le fratture nel giro di un’ora, e che questo materiale potrebbe estendere la durata delle strade del 30%.
La ricerca ha coinvolto il King’s College London e GoogleCloud, che stanno sviluppando sistemi di apprendimento automatico per simulare il comportamento del bitume auto-riparante.
Le buche stradali rappresentano un problema economico molto importante. Nel 2024, la riparazione dei veicoli danneggiati dalle buche è costata, nel RegnoUnito, 579 milioni di sterline, contro i 474 milioni del 2023. Per contrastare il problema, il governo ha stanziato 1,6 miliardi di sterline per riparare oltre 7 milioni di buche.
Secondo il RAC, sulle strade inglesi e gallesi si trovano in media sei buche per miglio.
L’adozione del bitume auto-riparante potrebbe segnare un cambiamento epocale nella manutenzione stradale, garantendo infrastrutture più resistenti, sicure e sostenibili.










